Alternative vegetali ai formaggi

spalmtofuarom

Non sono mai stata un’assidua mangiatrice di formaggi, e quindi da vegetariana intollerante a lattosio e proteine del latte non sento la voglia di mangiarne. Ogni tanto però, quando vedo dei prodotti nuovi sugli scaffali del supermercato di turno, mi lascio tentare più che altro per soddisfare la curiosità.

Devo però dire che coloro che elaborano queste ricette, o non assaggiano i loro prodotti oppure hanno le papille gustative talmente alterate che non percepiscono i sapori… oppure nelle loro menti c’è il concetto che il vegano medio è una persona che si nutre di latte di soia, insalata scondita e poco salata e cibi senza sapore.

Qualche tempo fa assaggiai lo strachicco “formaggio” di riso che vuole imitare lo stracchino, spalmabile e a detta della ditta che lo produce “gustosissimo e stuzzicante”. Una sola parola: OSCENO!

Oggi ho provato “lo spalmabile” anche quì la ditta ne decanta la bontà “Le Alternative Vegetali al formaggio sono gustose e nutrienti, con un elevato apporto di proteine.”

Ok avranno un elevato apporto di proteine, essendo derivati della soia è il minimo, ma gustose ???  Ho dovuto aggiungere lievito in scaglie, sale e polvere di zenzero per dargli un po’ di sapore!

Già che trovo molto più saporito un hummus di ceci, oppure un patè di semi di girasole, e molto più buono e simile ad un formaggio spalmabile il “vegrino” realizzato homemade partendo dallo yogurt di soia. Quindi consiglio vivamente a chi fosse in transizione verso un’alimentazione vegana, di non affidarsi nella maniera più assoluta ai surrogati industriali dei formaggi vegetali. Se desiderate qualcosa di spalmabile preparatevi una salsa vegetale con le vostre mani, ne guadagnerà la tasca ed il gusto.

Provare per credere.

PS: per gli spalmabili realizzati in foto ho preso spunto dal liptauer di Tamara amica di lunga data.

Aprile è ad un passo…

… ed io mi accorgo di essere troppo presa dal mondo per fare tutte le cose che vorrei.

Qui urge una pianificazione, altrimenti tra i vecchi ed i nuovi progetti di vita chissà dove vado a finire e come.

Cominciamo con domani, il secondo incontro/chiacchierata sull’alimentazione, protagonisti saranno i legumi; la volta scorsa (ormai un mese fa) abbiamo parlato di cereali, delle loro proprietà, di come cuocerli e cercare un modo per gestire la cucina settimanale; la parola d’ordine è manco a dirlo varietà, evitare di mangiare sempre lo stesso cereale per più giorni di seguito per il semplice fatto che le intolleranze si sviluppano nei confronti di quegli alimenti che sono presenti con più frequenza sul nostro desco, perché per digerire completamente un alimento ci vogliono circa 72 ore, cioè 3 giorni.

Quindi bisogna combattere quella pigrizia mentale che ci fa cadere sempre nelle stesse ricette, incominciare a provare il miglio, il grano saraceno ed mangiare più spesso orzo e mais, relegando il grano ed il riso ad una volta a settimana, e questo include anche il pane… e per noi italiani rinunciare al pane è spesso tragico, ma se ci si accosta al cibo in modalità “scoperta” magari impariamo qualcosa in più e facciamo sicuramente del bene alla nostra salute.

Biscotti alla zucca

Quando mi vien voglia di biscotti è difficile trovare qualcosa di già pronto che mi soddisfi, al di là della qualità degli ingredienti che vengono usati, non incontrano i miei gusti perché quelli son troppo dolci, questi son troppo grassi, questi altri sono farciti con una crema di dubbia provenienza, quelli altri sembrano fatti col cartone, e allora visto che la manine le ho e che mi è sempre piaciuto cucinare, me li preparo.
I biscotti alla zucca, non sono solo buoni in quanto biscotti, ma contengono anche la fibra che normalmente nei dolci c’è ne poca. La ricetta è semplice:

Ingredienti:
160 g di farina grano tenero (tipo 2)
160 g di zucca già cotta
80 g di zucchero
4 cucchiai di olio evo
50 g di mandorle tritate
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro
acqua q.b.
Pulire e tritare le mandorle. Tagliare la zucca e cuocerla a 180 °C in forno, dopo 20-30 minuti schiacciarla per bene. Mescolare tutti gli ingredienti, ottenendo un impasto omogeneo. Stenderlo in uno spessore di 3-4 mm, con uno stampino ottenere i biscotti che si riporranno su una piastra ricoperta da carta da forno. Cuocerli a 180 °C per 15 minuti. Lasciar raffreddare prima di gustare.
Variante:
Lo zucchero si può diminuire anche di 1/4, la zucca è già di persè dolce. Si può unire spezie a piacere. Per averli più croccanti aumentare la temperatura di cottura.
Per quanto mi riguarda, come spezie,  utilizzo un mix fatto con cannella, chiodi di garofano, pepe nero, semi di finocchio e anice stellato. Il profumo che invade la casa è una coccola già da solo.
Se riuscite, utilizzate farine macinate da un mulino, evitando quelle preconfezionate e raffinate, questo tipo di biscotto è rustico e son sicura venga bene anche con farina integrale.
Inutile dire che la zucca può essere cotta in anticipo, magari ne cuocete in abbondanza e la utilizzate anche per una zuppa, una vellutata o per preparare dei ravioli.

Amica

Per tante persone il passaggio dal vecchio al nuovo anno diventa tempo di bilanci.

In questo momento della mia vita, non ho voglia di fare bilanci, so che nel futuro più o meno immediato ci saranno novità, ma non riesco ancora a pensarci in pienezza.

Il 2015 si è chiuso con una perdita affettiva, e col dolore di vedere un essere soffrire senza poter fare nulla, non riesco a smettere di guardare l’uscio del balcone aspettando che lei si spiaccichi sul vetro come un lemure, alzandosi sulle zampe di dietro e miagolando a gran voce.

Cerco con la coda dell’occhio la mia silenziosa compagna con gli artigli, impudente e dolce come solo i gatti sanno essere.

 

Guardiano fedele,
protettore della casa,
su cui veglio tutta la notte,
io purgherò
i nascondigli ciechi
dell’oscurità della notte
senza perdere nei meandri bui
l’acutezza del mio sguardo.

(Inno al gatto di sant’Adelmo)

 

Passeggiate autunnali

Ieri è stata una bellissima giornata, primo perché ci siam rivisti con due belle persone di cui godiamo l’amicizia, e secondo perché c’era il sole … beh! a dir la verità si è alzato tardi, ma almeno ci ha regalato bei momenti mentre giravamo per villa Pisani a Stra.

Peccato il labirinto fosse chiuso, anche se piccolo ci saremmo divertiti ugualmente a percorrerlo, da quel poco che riesco a vedere dovrebbe rifarsi a quello Cretese, ma potrò constatare di persona solo a primavera quando sarà di nuovo fruibile per i visitatori.

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Nell’aria tiepida e baciati dal sole abbiamo fugato il freddo che imperava nelle stanze dove ormai aleggiano solo i ricordi dell’illustre passato, dalla zona delle serre dove vegetano gli agrumi, si arriva costeggendo la grande vasca ad una zona più alberata e selvaggia, dove spaventato dai nostri passi fruscianti sulle foglie secche, abbiamo intravisto uno scoiattolo scappare

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Il contatto con la natura, benché non sia selvaggia e completamente libera è sempre corroborante. Al di là delle foto, resta nel cuore la sensazione di serenità di una giornata lenta e gioiosa, ad allietare il grigiore che invece c’è oggi.