L’argilla

Argilla2L’uso dell’argilla nella cura del corpo e nell’ si perde nella notte dei tempi, probabilmente suggerito dall’istinto è stato poi avvalorato dalle esperienze di moltissimi popoli. Già Dioscoride ne decantava le proprietà, e per fare alcuni altri insigni nomi possiamo citare Paracelso, Avicenna, Kneipp, Steiner, Valnet e non ultimo Hauschka.

Essa è composta prevalentemente da silicato di alluminio, che presenta una molecola tetraedrica, quando al centro del tetraedro si trova l’atomo di silicio, la molecola è elettricamente neutra, quando al suo posto si trova un atomo di alluminio, essa non lo è più e pertanto attira a se dei cationi, che altro non sono che atomi dei metalli; in base alla presenza di questi atomi (che vengono considerati impurità) si hanno argille di colori diversi e caratterizzate da proprietà leggermente differenti fra loro.

argillaAd esempio l’argilla verde contiene ferro in forma assimilabile dal nostro corpo mentre quello contenuto nell’argilla rossa non possiamo assimilarlo.

Dicevamo che essa possiede innumerevoli proprietà: antisettica, antitossica, depurativa, battericida, cicatrizzante, rimineralizzante. Molte sono dovute  al suo potere assorbente, pensate che 1 g di argilla sviluppa 49 metri quadrati di superficie, in quanto essa si presenta sotto forma di minuscoli granuli (ordine dei micron).

Alla bassa radiottività che possiede, so che quando si parla di radiottività ci si drizzano i capelli in testa, quella posseduta dall’argilla varia da 0,3 a 1,25 unità Mache (1nC corrisponde a 2,75 UM, quindi si parla di 0,12 / 0,46 nC). Questa radiottività non è dannosa per noi (o per gli altri animali) ma è dannosa per i batteri, che infatti vengono uccisi. Inoltre riesce ad assorbire le radiazioni in eccesso, come confermato da uno studio dell’università di Piacenza (effettuato a seguito dell’evento di Cernobyl) su due gruppi di mucche trattate con mangimi radioattivi, quelle a cui era stato aggiunta argilla nel cibo, presentavano un tasso di radioattività residua nel latte molto inferiore a quello delle mucche non trattate.

L’argilla, sfruttando il potere osmotico delle membrane cellulari, riesce a fornirci oligoelementi, quali argento, oro, rame, mercurio, stagno etc. e attira i prodotti di scarto delle cellule, infatti il suo utilizzo sulle piaghe ci permette di eliminare il pus, di tenere pulita la parte e di fornire alle cellule gli oligoelementi necessari per le loro regolari funzioni.

Il suo potere assorbente viene utilizzato nell’industria ad esempio per purificare l’acqua, possiamo rendercene conto facendo un semplice esperimento, prendiamo 2 bicchieri d’acqua uno oligominerale, l’altro acqua del rubinetto, versiamo in entrambi la stessa quantità di argilla e mescoliamo. Dopo circa mezz’ora controlliamo i due bicchieri, in quello con acqua oligominerale la soluzione si presenta più torbida che in quello con acqua del rubinetto (generalmente più dura), cosa è successo? Semplicemente l’argilla ha inglobato i sali minerali e li ha trascinati sul fondo, in questo modo ha anche purificato la nostra acqua che può essere tranquillamente bevuta.

Da qui capiamo perché essa è stata utilizzata nel corso dei millenni per le diverse necessità, è un rimedio che però ha bisogno di tempo per poter dare risultati. Possiamo usarla esternamente: cataplasmi, impacchi, bendaggi, bagnoli, polverizzazione, unguenti, irrigazioni, maschere; ma anche internamente (geofagia): bevendola, assumendola in pillole e/o compresse. L’uso interno è sconsigliato se si ha tendenza all’occlusione intestinale, o se si nota l’insorgere della stipsi.

Viene commercializzata in polvere (macinata grossa, fine e ventilata) oppure in compresse, in creme, fanghi e anche nei dentifrici.

Note bibliografiche:
“Argilla per la salute e la bellezza” – Erasmo Buzzacchi -Ed . Demetra
“L’argilla” – Giuseppe Ferraro – Ed. Tecniche Nuove
“Cura delle malattie con ortaggi, frutta e cereali” – Jean Valnet – Ed. Giunti

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