di influenza e contagi

In questo periodo è facile contrarre l’influenza o qualche virus parainfluenzale che può metterci KO per qualche tempo, lo scorso fine settimana è capitato a me. Al di là del fatto che potrebbe non deporre bene agli occhi di chi legge, io affermo che non tutti i mali vengono per nuocere.

Oltre alla questione dell’indebolimento del sistema immunitario, che può essere transitoria, ci si ammala quando stiamo chiedendo troppo al nostro corpo. Obiettivamente nell’ultimo periodo ho tirato un po’ troppo la corda, cose da fare, da mettere in ordine, da organizzare e non avere il tempo per fermarsi un attimo. Ciò ha preparato il terreno adatto affinché una distrazione di sabato mattina mi ha fatto commettere l’errore di non lavare le mani dopo aver salutato un signore che era palesemente raffreddato. Tempo 10 ore e ho avvertito i primi sintomi di un mal di gola, inutile dire che son corsa subito ai ripari, ma ormai il danno era fatto e ne ho avuto la certezza quando il giorno dopo la mia temperatura è iniziata a salire.

Dato che la febbre è un metodo che il nostro corpo usa per combattere la sua battaglia contro l’invasore di turno, è stato un bene che essa sia salita in fretta dal mio canto ho deciso di aiutare il mio corpo con l’echinacea, un immunstimolate, avendo cura di mangiare leggero e idratarmi bene, in modo da convogliare tutte le energie residue nella produzione di anticorpi, questo unito al riposo mi ha permesso di arrivare a sera già sfebbrata. Lo strascico però c’è stato ed ancora c’è, perché evidentemente avrei dovuto prendermi una settimana di vacanza dal lavoro; ma purtroppo ciò non mi è possibile al momento, percui ho affrontato e superato la debolezza post febbre, superato la fase naso-che-cola-come-una-fontana, affrontato la tosse stizzosa e finalmente sono approdata alla fase tosse grassa e catarro maturo.

In ciò mi hanno aiutato in ordine sparso, l’echinacea – immunostimolante;  i semi di pompelmo – antibiotici naturali, gli oligoelementi – sempre utili quando c’è da far funzionare bene il corpo, le tisane riscaldanti – a base di zenzero e piante varie servono anche a fluidificare, l’argento colloidale – rimedio multitasking, l’erisimo – la pianta dei cantanti per non essere afona, e il tolù – balsamico e fluidificante. Inoltre il regime alimentare leggero a base di verdure e zuppe calde, evitando gli zuccheri (abbassa le difese immunitarie) e i cereali raffinati (che fanno produrre muco) mi sta aiutando anche se il clima irrigidito che c’è e gli sbalzi di temperatura non aiutano di certo. Mentre aiuta tanto la frutta fresca, prediligo arance e mandarini fonte di vitamina C, che posso sbucciare con facilità ovunque io sia. Ed è incredibile come si senta cambiare la reazione del nostro corpo sulla base di ciò che ingeriamo, dopo aver mangiato un arancia ad esempio mi accorgo di respirare meglio, cosa che invece non accade se mangio della pastasciutta, anzi nelle successive ore sento il naso tapparsi.

Cosa ho imparato da quest’avventura? che oltre ad una corretta alimentazione, alla cura del nostro corpo è fondamentale eseguire una corretta igiene per evitare il più posssibile raffreddori ed influenze, ma d’altro canto se accade di ammalarci cerchiamo di prenderla con filosofia e calma che è forse proprio il messaggio che ci deve arrivare. Non essere efficienti al 100% è umano ed è fondamentale capirlo ed imparare a conviverci, lasciando perdere tutti quelli che ci vogliono superattivi, superproduttivi e infine supermalati.

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