Acido folico

L’Acido folico è una delle vitamine del complesso B ed è caratterizzato come vitamina B9 ed è una vitamina solubile in acqua. È disponibile in natura in diversi ortaggi e prodotti alimentari. Lo possiamo trovare in legumi, cereali, spinaci, broccoli, asparagi, lattuga, sedano, cavoletti di Bruxelles, cavoli, pastinache, melanzane nel lievito e nel fegato. Tra i frutti papaia, datteri, fichi e banane arance, limoni, kiwi e fragole. Quindi il miglior modo di assumere acido folico è attraverso le verdure, che sono una risorsa naturale, il processo di cottura però distrugge la grande maggioranza di folato presente nei cibi.

Il fabbisogno quotidiano in condizioni normali è di circa 0,2 mg. Negli ultimi decenni, l’acido folico è stato riconosciuto come essenziale nella prevenzione delle malformazioni neonatali, particolarmente di quelle a carico del tubo neurale, che si possono originare nelle prime fasi dello sviluppo embrionale. Durante la gravidanza, quindi, il fabbisogno di folato si raddoppia a 0,4 mg perché il feto utilizza le riserve materne.

Anche se il suo ruolo non è conosciuto nei dettagli, si ritiene sia essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell’emoglobina, in particolare per i tessuti che vanno incontro a processi di proliferazione e differenziazione, come, appunto, i tessuti embrionali.

La carenza di acido folico nelle prime fasi della gravidanza aumenta fortemente il rischio di malformazione del feto, in particolare di difetti del tubo neurale (DTN) associati a spina bifida o anencefalia. In generale, una carenza di folati può dare luogo con più facilità a esiti avversi (ritardo di crescita intrauterina, parto prematuro, lesioni placentari..).
Negli adulti, la carenza di acido folico può manifestarsi con l’anemia megaloblastica. Inoltre, è spesso associata a carenze di altri oligonutrienti (zinco, vitamina B12) che sono, a loro volta, ulteriori fattori di rischio teratogeno.
Una riduzione dell’assorbimento di acido folico, e/o un conseguente aumento del fabbisogno, possono derivare anche dall’assunzione di alcuni farmaci (barbiturici, estroprogestinici), da un elevato consumo di alcol, dal diabete mellito insulino-dipendente, dalla celiachia, o da alcune specifiche varianti di geni coinvolti nel metabolismo dei folati (metilene-tetraidrofolato-reduttasi, recettore dei folati).

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