Kinesiologia Parte II

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Continuiamo a parlare di kinesiologia …   se avete domande, non esitate a chiedere.

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T o u c h   F o r   H e a l t h

Muscoli, movimento, risposte kinesiologiche, riequilibrio

Tutti i movimenti che possiamo effettuare rientrano nelle leve semplici, perché esiste sempre un fulcro, un carico ed una forza.

Ma come avviene il movimento? Siamo talmente abituati a muoverci che non supponiamo minimamente quale perfetto meccanismo esista dietro un singolo movimento, le contrazioni che permettono ad un muscolo di farci piegare il braccio o di digitare lettere su una tastiera partono dal cervello, anzi dal cervello parte un impulso nervoso che attraverso gli assoni lo fa arrivare sul muscolo (il punto in cui l’assone si lega al muscolo prende nome di giunzione neuronale), quest’impulso innesca il rilascio di una sostanza (l’acetilcolina) che si lega a recettori specifici presenti sulla membrana della fibra muscolare. La stimolazione di questi recettori cambia la polarità della cellula che rilascia gli ioni Ca++ (che sono conservati in apposite cisterne del reticolo sarcoplasmatico) i quali vanno a legarsi con la troponina (proteina che costituisce insieme con altre due un tipo di filamento (il sottile) presente nelle cellule muscolari. Ciò fa spostare le molecole di tropomiosina che vanno a scoprire i siti attivi delle molecole d’actina, le quali sono attratte dalle molecole di miosina, molecola che costituisce filamento spesso (il secondo tipo di filamento presente nelle cellule muscolari). Questo legame di tipo attrattivo, ha il risultato di trascinare i filamenti sottili verso il centro della cellula, ciò avviene moltissime volte in un secondo, fino a che è disponibile un’altra sostanza l’adenosintrifosfato (ATP) che, di fatto, è la molecola che fornisce l’energia per la contrazione delle fibre muscolari e quindi dell’intero muscolo. Quando il movimento finisce, il muscolo si rilassa e il meccanismo è invertito e gli ioni Ca++ vengono reimmagazzinati nelle cisterne all’interno delle cellule.

I muscoli proprio per il loro modo di funzionare, registrano le variazioni fisiologiche che avvengono nel nostro corpo, essi sono connessi a tutto il nostro essere continuamente e, anche se a volte non ne siamo consapevoli, vengono influenzati da fattori fisici, chimici ed emozionali.

Quante volte succede di sentirsi tristi o depressi e di incurvare le spalle, richiudendosi su se stessi, non è un movimento che consciamente comandiamo di fare, ma lo facciamo. Quindi ci rendiamo conto che già solo attraverso l’osservazione della postura di una persona, apprendiamo qualcosa di lei e del suo vissuto. Nell’osservare la persona che c’è davanti impariamo a cogliere quei segnali che possono aiutarci a valutare meglio la sua situazione, quindi a scegliere la tipologia di riequilibrio che è più idonea.

Sia i traumi che gli stress emozionali influenzano la nostra postura, in un certo qual modo essi sono interconnessi. Prendiamo ad esempio un trauma fisico, nel momento esatto in cui esso accade il nostro corpo registra tutta una serie di parametri che vanno dalla paura al dolore fisico, ciò può portare come conseguenza a lungo termine ad avere tensioni in quei muscoli che sono stati coinvolti dal trauma, ma anche in muscoli che apparentemente non centrano per nulla. Può succedere che lo stress vissuto influenzi il nostro comportamento ogni qualvolta ci troviamo in situazioni simili, quindi non ci premette di vivere serenamente. Non solo, ma si possono avere ripercussioni anche sugli equilibri nutrizionali, (difficoltà digestive, d’assorbimento etc.) e viceversa.

In effetti, una persona costituisce un sistema composto da muscoli, organi, meridiani, mente ed emozioni, se il sistema è in equilibrio siamo in salute, non abbiamo problemi piccoli o grandi che siano, questo fintanto che l’equilibrio non viene perturbato provocando uno squilibrio. Nel momento in cui rileviamo lo squilibrio abbiamo la possibilità di capire in quale settore è avvenuto, ed agendo su determinati punti od operando mediante certe tecniche possiamo effettuare il riequilibrio interno della persona.

Prima parte                                                                                                                    Parte III

2 Pensieri su &Idquo;Kinesiologia Parte II

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