Letture estive

D’estate è sempre difficile trovare la concentrazione per poter studiare ed applicarsi in modo continuativo, ci sono troppe distrazioni, fa troppo caldo e allora al di là degli impegni irrinunciabili (orto, pulizie, manutenzione del giardino) ho deciso di avvantaggiarmi con una serie di letture. Alcuni titoli li ho presi dalla corposa lista messa insieme in questi anni tra quelli consigliati a scuola di Naturopatia.

Così ho già letto:

“Il linguaggio delle piante nelle stelle” di Maurizio Forza e Severino Doppi,
mi aspettavo altro, ma comunque questo primo approccio con la fisica quantistica non è stato male, alcuni concetti devo ancora digerirli per poterli integrare con la visione antroposofica.

“Molecole di emozioni – Perché sentiamo quel che sentiamo?” di Candence B. Pert
Bello, coinvolgente. Il percorso di vita di questa ricercatrice che cercando con i mezzi scientifici si inbatte in sentimenti, emozioni, anima e spirito.

Sto leggendo:
“Come si fa a leggere i polsi senza conoscere il cinese” di Gino Boriosi, medico antroposofico, con 35 anni di esperienza.
Molto interessante, con spunti anche per una crescita personale.

“Ancoranda” una agenda (in omaggio col libro delle piante) che approccia alla vita di tutti i giorni con la filosofia della fisica quantistica. Sto cercando di seguire i consigli che riporta per valutare e capire un po’ meglio questi nuovi concetti.

Devo ancora leggere

“L’ortica tuttofare” di Alix Lefief-Delcourt
comprato perché amo questa pianta, e voglio saperne di più.

I libri che ho letto fino ad oggi, li potete trovare (in gran parte) elencati su anoobi

PS: L’immagine è presa dal web.

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Ma quanto è bello il sambuco!

Ogni tanto ritorno!

Il fatto è che nell’ultimo anno io ed il marito siamo stati impegnati a costruire le basi della nostra nuova vita, ed oggi che le basi ci sono incominciamo a riappropriarci del nostro tempo. La casa in cui abitiamo adesso ha un pezzetto di terreno, dove per il momento, raccolgo solo ciò che la natura ci regala; e già sto pregustando l’utilizzo dei fiori del sambuco che proprio in questi ultimi giorni si è deciso a fiorire.

L’anno scorso questo alberello fu tagliato per questioni logistiche ed io me lo piangevo, evidentemente la fata Holda, mi ha sentito e perdonato, perché quest’anno è tornato a fiorire.

DSCN1833

Di ricette c’è ne sono tante in rete, e anche di notizie quindi non mi dilungherò a illustrare le sue proprietà, posso solo dire che mi cimenterò con lo sciroppo, essiccherò i fiori e quando sarà il tempo giusto farò la marmellata con le bacche … e non dite che è poco.

https://www.ideegreen.it/sambuco-43824.html

http://www.cure-naturali.it/sambuco/4144

Fiori di sambuco

fiori di sambuco pronti per essere seccati

Alternative vegetali ai formaggi

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Non sono mai stata un’assidua mangiatrice di formaggi, e quindi da vegetariana intollerante a lattosio e proteine del latte non sento la voglia di mangiarne. Ogni tanto però, quando vedo dei prodotti nuovi sugli scaffali del supermercato di turno, mi lascio tentare più che altro per soddisfare la curiosità.

Devo però dire che coloro che elaborano queste ricette, o non assaggiano i loro prodotti oppure hanno le papille gustative talmente alterate che non percepiscono i sapori… oppure nelle loro menti c’è il concetto che il vegano medio è una persona che si nutre di latte di soia, insalata scondita e poco salata e cibi senza sapore.

Qualche tempo fa assaggiai lo strachicco “formaggio” di riso che vuole imitare lo stracchino, spalmabile e a detta della ditta che lo produce “gustosissimo e stuzzicante”. Una sola parola: OSCENO!

Oggi ho provato “lo spalmabile” anche quì la ditta ne decanta la bontà “Le Alternative Vegetali al formaggio sono gustose e nutrienti, con un elevato apporto di proteine.”

Ok avranno un elevato apporto di proteine, essendo derivati della soia è il minimo, ma gustose ???  Ho dovuto aggiungere lievito in scaglie, sale e polvere di zenzero per dargli un po’ di sapore!

Già che trovo molto più saporito un hummus di ceci, oppure un patè di semi di girasole, e molto più buono e simile ad un formaggio spalmabile il “vegrino” realizzato homemade partendo dallo yogurt di soia. Quindi consiglio vivamente a chi fosse in transizione verso un’alimentazione vegana, di non affidarsi nella maniera più assoluta ai surrogati industriali dei formaggi vegetali. Se desiderate qualcosa di spalmabile preparatevi una salsa vegetale con le vostre mani, ne guadagnerà la tasca ed il gusto.

Provare per credere.

PS: per gli spalmabili realizzati in foto ho preso spunto dal liptauer di Tamara amica di lunga data.

Aprile è ad un passo…

… ed io mi accorgo di essere troppo presa dal mondo per fare tutte le cose che vorrei.

Qui urge una pianificazione, altrimenti tra i vecchi ed i nuovi progetti di vita chissà dove vado a finire e come.

Cominciamo con domani, il secondo incontro/chiacchierata sull’alimentazione, protagonisti saranno i legumi; la volta scorsa (ormai un mese fa) abbiamo parlato di cereali, delle loro proprietà, di come cuocerli e cercare un modo per gestire la cucina settimanale; la parola d’ordine è manco a dirlo varietà, evitare di mangiare sempre lo stesso cereale per più giorni di seguito per il semplice fatto che le intolleranze si sviluppano nei confronti di quegli alimenti che sono presenti con più frequenza sul nostro desco, perché per digerire completamente un alimento ci vogliono circa 72 ore, cioè 3 giorni.

Quindi bisogna combattere quella pigrizia mentale che ci fa cadere sempre nelle stesse ricette, incominciare a provare il miglio, il grano saraceno ed mangiare più spesso orzo e mais, relegando il grano ed il riso ad una volta a settimana, e questo include anche il pane… e per noi italiani rinunciare al pane è spesso tragico, ma se ci si accosta al cibo in modalità “scoperta” magari impariamo qualcosa in più e facciamo sicuramente del bene alla nostra salute.

Biscotti alla zucca

Quando mi vien voglia di biscotti è difficile trovare qualcosa di già pronto che mi soddisfi, al di là della qualità degli ingredienti che vengono usati, non incontrano i miei gusti perché quelli son troppo dolci, questi son troppo grassi, questi altri sono farciti con una crema di dubbia provenienza, quelli altri sembrano fatti col cartone, e allora visto che la manine le ho e che mi è sempre piaciuto cucinare, me li preparo.
I biscotti alla zucca, non sono solo buoni in quanto biscotti, ma contengono anche la fibra che normalmente nei dolci c’è ne poca. La ricetta è semplice:

Ingredienti:
160 g di farina grano tenero (tipo 2)
160 g di zucca già cotta
80 g di zucchero
4 cucchiai di olio evo
50 g di mandorle tritate
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro
acqua q.b.
Pulire e tritare le mandorle. Tagliare la zucca e cuocerla a 180 °C in forno, dopo 20-30 minuti schiacciarla per bene. Mescolare tutti gli ingredienti, ottenendo un impasto omogeneo. Stenderlo in uno spessore di 3-4 mm, con uno stampino ottenere i biscotti che si riporranno su una piastra ricoperta da carta da forno. Cuocerli a 180 °C per 15 minuti. Lasciar raffreddare prima di gustare.
Variante:
Lo zucchero si può diminuire anche di 1/4, la zucca è già di persè dolce. Si può unire spezie a piacere. Per averli più croccanti aumentare la temperatura di cottura.
Per quanto mi riguarda, come spezie,  utilizzo un mix fatto con cannella, chiodi di garofano, pepe nero, semi di finocchio e anice stellato. Il profumo che invade la casa è una coccola già da solo.
Se riuscite, utilizzate farine macinate da un mulino, evitando quelle preconfezionate e raffinate, questo tipo di biscotto è rustico e son sicura venga bene anche con farina integrale.
Inutile dire che la zucca può essere cotta in anticipo, magari ne cuocete in abbondanza e la utilizzate anche per una zuppa, una vellutata o per preparare dei ravioli.