Alternative vegetali ai formaggi

spalmtofuarom

Non sono mai stata un’assidua mangiatrice di formaggi, e quindi da vegetariana intollerante a lattosio e proteine del latte non sento la voglia di mangiarne. Ogni tanto però, quando vedo dei prodotti nuovi sugli scaffali del supermercato di turno, mi lascio tentare più che altro per soddisfare la curiosità.

Devo però dire che coloro che elaborano queste ricette, o non assaggiano i loro prodotti oppure hanno le papille gustative talmente alterate che non percepiscono i sapori… oppure nelle loro menti c’è il concetto che il vegano medio è una persona che si nutre di latte di soia, insalata scondita e poco salata e cibi senza sapore.

Qualche tempo fa assaggiai lo strachicco “formaggio” di riso che vuole imitare lo stracchino, spalmabile e a detta della ditta che lo produce “gustosissimo e stuzzicante”. Una sola parola: OSCENO!

Oggi ho provato “lo spalmabile” anche quì la ditta ne decanta la bontà “Le Alternative Vegetali al formaggio sono gustose e nutrienti, con un elevato apporto di proteine.”

Ok avranno un elevato apporto di proteine, essendo derivati della soia è il minimo, ma gustose ???  Ho dovuto aggiungere lievito in scaglie, sale e polvere di zenzero per dargli un po’ di sapore!

Già che trovo molto più saporito un hummus di ceci, oppure un patè di semi di girasole, e molto più buono e simile ad un formaggio spalmabile il “vegrino” realizzato homemade partendo dallo yogurt di soia. Quindi consiglio vivamente a chi fosse in transizione verso un’alimentazione vegana, di non affidarsi nella maniera più assoluta ai surrogati industriali dei formaggi vegetali. Se desiderate qualcosa di spalmabile preparatevi una salsa vegetale con le vostre mani, ne guadagnerà la tasca ed il gusto.

Provare per credere.

PS: per gli spalmabili realizzati in foto ho preso spunto dal liptauer di Tamara amica di lunga data.

Biscotti alla zucca

Quando mi vien voglia di biscotti è difficile trovare qualcosa di già pronto che mi soddisfi, al di là della qualità degli ingredienti che vengono usati, non incontrano i miei gusti perché quelli son troppo dolci, questi son troppo grassi, questi altri sono farciti con una crema di dubbia provenienza, quelli altri sembrano fatti col cartone, e allora visto che la manine le ho e che mi è sempre piaciuto cucinare, me li preparo.
I biscotti alla zucca, non sono solo buoni in quanto biscotti, ma contengono anche la fibra che normalmente nei dolci c’è ne poca. La ricetta è semplice:

Ingredienti:
160 g di farina grano tenero (tipo 2)
160 g di zucca già cotta
80 g di zucchero
4 cucchiai di olio evo
50 g di mandorle tritate
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro
acqua q.b.
Pulire e tritare le mandorle. Tagliare la zucca e cuocerla a 180 °C in forno, dopo 20-30 minuti schiacciarla per bene. Mescolare tutti gli ingredienti, ottenendo un impasto omogeneo. Stenderlo in uno spessore di 3-4 mm, con uno stampino ottenere i biscotti che si riporranno su una piastra ricoperta da carta da forno. Cuocerli a 180 °C per 15 minuti. Lasciar raffreddare prima di gustare.
Variante:
Lo zucchero si può diminuire anche di 1/4, la zucca è già di persè dolce. Si può unire spezie a piacere. Per averli più croccanti aumentare la temperatura di cottura.
Per quanto mi riguarda, come spezie,  utilizzo un mix fatto con cannella, chiodi di garofano, pepe nero, semi di finocchio e anice stellato. Il profumo che invade la casa è una coccola già da solo.
Se riuscite, utilizzate farine macinate da un mulino, evitando quelle preconfezionate e raffinate, questo tipo di biscotto è rustico e son sicura venga bene anche con farina integrale.
Inutile dire che la zucca può essere cotta in anticipo, magari ne cuocete in abbondanza e la utilizzate anche per una zuppa, una vellutata o per preparare dei ravioli.

Basilico – Ocymum basilicum – Linneo

Il basilico è originario dell’India, il suo nome deriva dal greco basileus che significa re. Esso è coltivato nel bacino del mediterraneo da migliaia di anni. È una pianta erbacea annuale, che può raggiungere un’altezza di oltre mezzo metro. Tutta la pianta è aromatica anche se in cucina utilizziamo principalmente le sue foglie, che siano pestate, aggiunte a sughi o alle insalate, meglio usarlo crudo o aggiungerlo ai piatti a fine cottura. Le foglie possono essere consumate fresche, secche (possono sostituire il pepe) ma si possono conservare anche sott’olio, ottenendo così anche un olio aromatizzato.

Il suo uso non si limita alla cucina, infatti questa pianta (come molte labiate) riesce a tenere lontani gli insetti quindi possiamo metterne dei vasi vicino alle finestre. È uno stimolante del sistema nervoso, ha proprietà digestive, carminative (*), antisettiche ed espettoranti, infatti nella medicina ayurvedica si utilizza per curare la malattie respiratorie. L’olio essenziale racchiude in se tutte le proprietà della pianta, e quindi lo possiamo usare (opportunamente diluito) per aiutare la digestione, combattere l’aerofagia, riattivare la circolazione e trattare dolori reumatici e muscolari.

Si possono anche fare dei suffumigi in caso di tosse e catarro: in una bacinella di acqua bollente versare 8 gocce di olio essenziale ed aspirarne i vapori curando di coprire il capo.

Non è necessario avere un orto per gustarci la freschezza delle foglie di basilico, basta una piantina sul davanzale della finestra, a cui non faremo mancare l’acqua ed il sole e lei ci ricompenserà con tante foglie profumate che arricchiranno le nostre insalate ed i nostri sughi, inoltre con il suo aroma contribuirà a tenere lontane le zanzare.

(*) si dice carminativo un medicamento, cui si attribuisce la capacità di promuovere l’espulsione di gas presenti nel tratto gastro-intestinale e di calmare i dolori da questi provocati.

Burgher di farro, tofu e verdure

Ormai siamo agli sgoccioli, e io sono sempre più impaziente di riappropriarmi dei miei tempi, dei miei hobbies. L’avventura con l’erboristeria è stata bella, ma ha raggiunto il suo percorso, perciò incomincio a rimettere le mani sul blog, e lo faccio con una ricetta.

I burgher vegetali, non hanno nulla da invidiare a quelli degli onnivori ed in più utilizzando come base ingredienti diversi si ha modo di variare e non annoiarsi praticamente mai.

Burghers di farro, tofu e verdure

BurgherFarro

Ingredienti:

  • Verdure miste in proporzione variabile
  • 200 g di farro cotto
  • 100 g di tofu
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 cucchiaino di boccioli di tarassaco (o capperi)
  • 2-3 cucchiai d’acqua
  • fiocchi di farro q.b.

Sbollentare il tofu, e passarlo al mixer insieme all’aglio, le spezie, la salsa di soia, l’olio e l’acqua, fino ad ottenere una salsa omogenea e cremosa. In una terrina, mischiare il farro con le verdure, unire la salsa di tofu e dare una amalgamata col mixer. Se il composto non è abbastanza compatto unire i fiocchi di farro sbriciolandoli con le mani. Formare i burgher (o polpette) e cuocere in forno caldo fino a doratura, girarli e far dorare entrambi i lati.

DSCN3870Una volta cotti li potete anche porre in freezer, così da doverli solo passare alla piastra ed avere una risorsa sempre pronta.

realizzati sempre da me, trovate anche questi:

http://nadirblog.blogspot.it/2012/02/vegburgher-con-nocciole.html

Cucumis sativus … ovvero il cetriolo

CetrioloAppartiene alla famiglia delle cucurbitacee, la stessa della zucca, e del melone. La pianta è annuale, rampicante con fiori gialli, il frutto oblungo è composto per il 95% di acqua.

Contiene pectine, zuccheri, amido, ac. Ascorbico, aminoacidi e vitamine (A, B1, B2, PP), sali minerali tutto questo gli conferisce proprietà depurative, antinfiammatorie, diuretiche, antiartrosiche, antigottose. La presenza di ac. Tartarico gli conferisce proprietà dimagranti. Infatti questo acido organico associato a qualsiasi tipo di carboidrato opera in maniera tale da non farlo trasformare in adipe: invece di farlo assimilare dal proprio corpo lo elimina attraverso le feci.

Per le sue proprietà diuretiche il cetriolo svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione della cellulite e della ritenzione idrica. Aspetto fondamentale, però, per poter usufruire di tutti questi vantaggi è quello di non cuocerlo. Può essere utilizzato esternamente in caso di irritazioni ed impurità cutanee per le sue proprietà emollienti e rinfrescanti.

(fonte: Erbe buone per la salute, ed. Demetra)

Sin da ragazzina il suo sapore non mi ha mai entusiasmato, ma l’anno scorso ne abbiamo piantati nell’orto e sorpresa delle sorprese, raccolto e mangiato è tutta un’altra cosa rispetto a quello che compriamo. L’estate è il suo periodo stagionale e a ragione, arriva proprio quando abbiamo bisogno di reintegrare sali minerali e acqua, e non importa se lo mangiamo oppure lo beviamo, se possibile utilizziamo anche la buccia, ricca di vit. K. Qualche esempio?

1 pesca, 2 pere piccole, 1/2 cetriolo, 1 tazzina d'acqua

Frullato estivo: 1 pesca, 2 pere piccole, 1/2 cetriolo, 1 tazzina d’acqua

Cacik

Cacik – dissetante al cetriolo

Dolce realizzato da Neofrieda