Basilico – Ocymum basilicum – Linneo

Il basilico è originario dell’India, il suo nome deriva dal greco basileus che significa re. Esso è coltivato nel bacino del mediterraneo da migliaia di anni. È una pianta erbacea annuale, che può raggiungere un’altezza di oltre mezzo metro. Tutta la pianta è aromatica anche se in cucina utilizziamo principalmente le sue foglie, che siano pestate, aggiunte a sughi o alle insalate, meglio usarlo crudo o aggiungerlo ai piatti a fine cottura. Le foglie possono essere consumate fresche, secche (possono sostituire il pepe) ma si possono conservare anche sott’olio, ottenendo così anche un olio aromatizzato.

Il suo uso non si limita alla cucina, infatti questa pianta (come molte labiate) riesce a tenere lontani gli insetti quindi possiamo metterne dei vasi vicino alle finestre. È uno stimolante del sistema nervoso, ha proprietà digestive, carminative (*), antisettiche ed espettoranti, infatti nella medicina ayurvedica si utilizza per curare la malattie respiratorie. L’olio essenziale racchiude in se tutte le proprietà della pianta, e quindi lo possiamo usare (opportunamente diluito) per aiutare la digestione, combattere l’aerofagia, riattivare la circolazione e trattare dolori reumatici e muscolari.

Si possono anche fare dei suffumigi in caso di tosse e catarro: in una bacinella di acqua bollente versare 8 gocce di olio essenziale ed aspirarne i vapori curando di coprire il capo.

Non è necessario avere un orto per gustarci la freschezza delle foglie di basilico, basta una piantina sul davanzale della finestra, a cui non faremo mancare l’acqua ed il sole e lei ci ricompenserà con tante foglie profumate che arricchiranno le nostre insalate ed i nostri sughi, inoltre con il suo aroma contribuirà a tenere lontane le zanzare.

(*) si dice carminativo un medicamento, cui si attribuisce la capacità di promuovere l’espulsione di gas presenti nel tratto gastro-intestinale e di calmare i dolori da questi provocati.

Burgher di farro, tofu e verdure

Ormai siamo agli sgoccioli, e io sono sempre più impaziente di riappropriarmi dei miei tempi, dei miei hobbies. L’avventura con l’erboristeria è stata bella, ma ha raggiunto il suo percorso, perciò incomincio a rimettere le mani sul blog, e lo faccio con una ricetta.

I burgher vegetali, non hanno nulla da invidiare a quelli degli onnivori ed in più utilizzando come base ingredienti diversi si ha modo di variare e non annoiarsi praticamente mai.

Burghers di farro, tofu e verdure

BurgherFarro

Ingredienti:

  • Verdure miste in proporzione variabile
  • 200 g di farro cotto
  • 100 g di tofu
  • erbe aromatiche a piacere
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 cucchiaio di salsa di soia
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • 1 cucchiaino di boccioli di tarassaco (o capperi)
  • 2-3 cucchiai d’acqua
  • fiocchi di farro q.b.

Sbollentare il tofu, e passarlo al mixer insieme all’aglio, le spezie, la salsa di soia, l’olio e l’acqua, fino ad ottenere una salsa omogenea e cremosa. In una terrina, mischiare il farro con le verdure, unire la salsa di tofu e dare una amalgamata col mixer. Se il composto non è abbastanza compatto unire i fiocchi di farro sbriciolandoli con le mani. Formare i burgher (o polpette) e cuocere in forno caldo fino a doratura, girarli e far dorare entrambi i lati.

DSCN3870Una volta cotti li potete anche porre in freezer, così da doverli solo passare alla piastra ed avere una risorsa sempre pronta.

realizzati sempre da me, trovate anche questi:

http://nadirblog.blogspot.it/2012/02/vegburgher-con-nocciole.html

Cucumis sativus … ovvero il cetriolo

CetrioloAppartiene alla famiglia delle cucurbitacee, la stessa della zucca, e del melone. La pianta è annuale, rampicante con fiori gialli, il frutto oblungo è composto per il 95% di acqua.

Contiene pectine, zuccheri, amido, ac. Ascorbico, aminoacidi e vitamine (A, B1, B2, PP), sali minerali tutto questo gli conferisce proprietà depurative, antinfiammatorie, diuretiche, antiartrosiche, antigottose. La presenza di ac. Tartarico gli conferisce proprietà dimagranti. Infatti questo acido organico associato a qualsiasi tipo di carboidrato opera in maniera tale da non farlo trasformare in adipe: invece di farlo assimilare dal proprio corpo lo elimina attraverso le feci.

Per le sue proprietà diuretiche il cetriolo svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione della cellulite e della ritenzione idrica. Aspetto fondamentale, però, per poter usufruire di tutti questi vantaggi è quello di non cuocerlo. Può essere utilizzato esternamente in caso di irritazioni ed impurità cutanee per le sue proprietà emollienti e rinfrescanti.

(fonte: Erbe buone per la salute, ed. Demetra)

Sin da ragazzina il suo sapore non mi ha mai entusiasmato, ma l’anno scorso ne abbiamo piantati nell’orto e sorpresa delle sorprese, raccolto e mangiato è tutta un’altra cosa rispetto a quello che compriamo. L’estate è il suo periodo stagionale e a ragione, arriva proprio quando abbiamo bisogno di reintegrare sali minerali e acqua, e non importa se lo mangiamo oppure lo beviamo, se possibile utilizziamo anche la buccia, ricca di vit. K. Qualche esempio?

1 pesca, 2 pere piccole, 1/2 cetriolo, 1 tazzina d'acqua

Frullato estivo: 1 pesca, 2 pere piccole, 1/2 cetriolo, 1 tazzina d’acqua

Cacik

Cacik – dissetante al cetriolo

Dolce realizzato da Neofrieda

Kefir d’acqua

Il kefir d’acqua è una bevanda leggermente alcolica e frizzante, ottenuta dalla fermentazione dei grani di kefir. Fra gli ingredienti dovrà sempre essere presente una percentuale dal 3 al 10% di zucchero e tanti altri ingredienti che possono variare a seconda delle ricette e dei gusti personali: limone, succo d’uva, succhi di frutta, frutta secca, malto, foglie fresche di menta ed erbe aromatiche come finocchio, cumino o anice e perfino il miele o le radici di zenzero.
La bevanda ottenuta è molto dissetante e ricca di vitamine, minerali, fermenti lattici e probiotici. Il kefir d’acqua comprende 10-15 specie di fermenti che riescono a digerire vari tipi di zuccheri ma non il lattosio. Non possono, quindi, essere usati per ottenere il kefir di latte (sia esso di origine animale o vegetale).
Il kefir d’acqua presenta abitualmente una quantità di alcol fra 0,2-1%. La quantità di alcol dipende dal tipo e dalla percentuale di zuccheri aggiunti, dal tempo di fermentazione e dalla quantità d’aria disponibile; in condizioni di anaerobiosi (senz’aria, quindi con il barattolo quasi pieno) prevalgono fermentazioni alcoliche ed avremo una bevanda più alcolica. Attenzione a non riempire troppo il vaso e a non chiudere troppo il tappo: la fermentazione produce CO2 che rischia di rompere il vaso se la pressione diventa troppo alta.
Il Kefir d’acqua si ottiene per trasformazione dei granuli utilizzati per ottenere il kefir di latte. Questa bevanda trova i natali nella regione del Caucaso, e viene usata da millenni, ha molteplici virtù; se lasciata fermentare solo 24 ore ha effetto lassativo, se la fermentazione supera le 48 ore si ha un effetto astringente.
Di siti/blog e letteratura c’è ne a iosa, di seguito ne riporto qualcuno:

http://www.kefirkefir.altervista.org/kefir%20acqua_2.html

http://www.goccedaria.it/item/kefir-d-acqua.html

https://www.facebook.com/groups/italiakefir/

http://incuso.altervista.org/forum/
Qui sotto la ricetta che mi ha passato Daria  per un litro di kefir:

1 vaso da 1 litro con tappo
1/4 di limone biologico
2-3 cucchiai di granuli di kefir d’acqua
2 cucchiai di zucchero (o miele o malto)
1 fico secco (o 1 prugna secca, o 1 dattero, o 1 manciatina di uvetta sultanina, o 1 albicocca secca)
1 litro d’acqua naturale

Versare nel vaso i granuli, lo zucchero, il limone, il fico e l’acqua, mescolare e coprire col tappo (non serrarlo, solo appoggiarlo) e riporlo a temperatura ambiente a riposare mescolandolo ogni tanto.

Dopo 24-72 ore togliere il limone e la frutta, filtrare il resto, versando la bevanda in una bottiglia da riporre in frigo.

Preparare nuovamente la bevanda. I granuli in più possono essere spacciati o usati come fertilizzanti per l’orto.

Piccole note:

  • i granulini odorano di aceto quando la temperatura dell’ambiente dove fermenta il kefir è troppo alta, o quando l’acqua che usi è troppo ricca di cloro, usare acqua decantata (perde il cloro che inibisce la crescita dei lieviti) oppure usare l’acqua in bottiglia.
  • o quando sono troppo “vecchi”, (devono essere sostituiti ogni 4-6 mesi). Si dovrebbero sostituire ogni 6 mesi circa perchè la cultura che usiamo tutti i giorni è “sfruttata”, si fà anche per evitare contaminazioni con altri batteri “cattivi” che di solito, normalmente, ci sono in casa; basta però conservare i granulini che avanzano in frigo coperti di acqua con zucchero, serviranno per rinnovare la cultura quando ne avrai bisogno.
  • Quelli in frigo andrebbero sciacquati e rimessi nel barattolino almeno una volta a settimana.

I germogli

GermSoiaV

Germogli di soia verde homemade

Con l’arrivo della primavera arricchire la propria alimentazione con i germogli è una buona abitudine che ci può aiutare ad eliminare le tossine accumulate durante l’inverno, magari coadiuvando una buona depurazione.
I germogli sono delle piccole miniere di nutrienti, si può far germogliare tutti i vegetali in seme, anche i legumi ed i cereali in quanto con la germogliazione avviene un vero e proprio risveglio biologico, aumentano le percentuali di aminoacidi, i grassi si trasformano in steroli (precursori della vitamina D) ed aumenta la biodisponibilità di sali minerali. In alcuni casi la quantità di vitamina C aumenta del 600%
Se avete un compagno a 4 zampe libero di girare in un prato o un giardino, osservatelo; la mia gatta in questo periodo mangia volentieri le tenere erbe appena spuntate e ho notato più volte che si serve anche delle gemme di piante arbustive, che a breve si trasformeranno in nuovi getti.
Se loro sanno che certe cose fanno bene per istinto, non possiamo che imitarli sapendo che non potremmo che trarne vantaggio.
La scelta sulla tipologia di germogliatore o sul tipo di seme da usare, è ampia e varia, ricordiamoci però che se li cuociamo perdiamo tutti i benefici che possono apportare.
Di seguito un pò di link per saperne di più:

http://tuttocrudo.blogspot.it/2008/07/i-germogli.html

http://www.erbaviola.com/2009/12/11/piccola-guida-alla-germogliazione-casalinga-parte-i.htm