Portulaca oleracea

Più sono a contatto con la natura e più mi rendo conto che ha delle risorse meravigliose che diventano doni per chi li sa apprezzare. Non c’è a mio avviso nessuna stagione dell’anno in cui non possiamo attingere alle erbe spontanee; una di queste è la portulaca

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questa pianta che da molti viene considerata infestante, è ricca di omega 3 e ha tantissime proprietà.
Quest’anno mi sta spuntando in diverse parti dell’orto e del giardino, ovviamente io non uso nessun diserbante o prodotto fitosanitario e quindi una volta mondata e lavata bene con acqua e bicarbonato la utilizzo per arricchire il menù. Ieri sera l’ho aggiunta alla farina di ceci e cotta al forno, ma trova posto anche nelle insalate. Per le minestre fa troppo caldo!

Di seguito lascio un po’ di link per chi ne volesse sapere di più:

http://www.ilsapere.org/portulaca-oleracea-proprieta-controindicazioni/

https://www.coltivazionebiologica.it/portulaca-oleracea/

https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/17039-portulaca-proprieta-usi-ricette

e buon appetito.

Aprile

Nell’ultimo mese e mezzo son successe tante cose che mi hanno preso e trascinato via dal PC.

Adesso sono in attesa dell’ultima correzione della mia tesi in Naturopatia, e finirla non è stata una passeggiata, dulcis in fundo mi sono beccata una tracheite, e sono 10 giorni che patisco, dal mal di gola, a quello alle orecchie, tosse, febbre e afonia, forse sto cominciando a risalire la china, forse.

Volevo fare tanto, forse troppo. C’è qualcuno che mi ha ridimensionato, e vabbé io incasso e vado avanti, sperando che la tosse stanotte mi consenta di farmi una dormita senza interruzioni.

Qualcuno potrà dirmi di usare le nozioni che ho acquisito per ristabilirmi, e al di là del fatto che ho c’ho provato, posso dire con certezza che quando si è ammalati non si riesce ad essere obbiettivi verso se stessi, perché avvenga la guarigione, deve esserci l’intervento di un altro, in questo caso un medico perché la situazione lo richiedeva, e fortunatamente mi ha ispirato fiducia, mi ha ascoltata e dato anche suggerimenti arcaici per la modernità del mondo in cui viviamo.

Kinesiologia Parte IV

Siamo giunti all’ultima parte, ma la kinesiologia non si ferma qui, ha tante applicazioni e può aiutare in tante occasioni, per provare bisogna solo essere di mente aperta.

Puntata Precedente

Individuato il circuito, quindi il tipo di squilibrio, esistono varie tecniche da poter applicare, alcune sono specifiche per problemi strutturali, altre si applicano a problemi emotivi, oppure legati alla nutrizione; fortunatamente ci vengono in aiuto le antiche discipline orientali con i “mudra”, particolari posizioni delle mani e delle dita, che verificano il circuito formato da noi e dal ricevente. Anche in questo caso il muscolo indicatore (M.I.) che si scarica su un gruppo di tecniche, in seguito su una tecnica di quel gruppo, ci indica che è proprio quello il riequilibrio necessario alla persona in quel momento.

Dato che una persona, nella sua globalità difficilmente ha un disequilibrio che non incide, magari in minima parte, sul suo lato emotivo, è fondamentale iniziare l’incontro parlando approfonditamente del motivo che la porta a noi e per la cui risoluzione andremo a definire il “traguardo” (o una serie successiva di traguardi). Ci rendiamo conto che il traguardo è valido, quando facendolo formulare al ricevente e testandolo sul M.I. quest’ultimo si scarica. Se il M.I. non si scarica, quel traguardo non è formulato bene, oppure non è la risoluzione di cui ha bisogno la persona, in quanto il traguardo è un obiettivo positivo che la persona che si sta riequilibrando si propone di raggiungere, ma che fino a questo momento non ha raggiunto a causa dei blocchi energetici dovuti allo stress ad esso associato.

Di fatto, con le tecniche di riequilibrio noi possiamo gestire molti e differenti problemi, alleviamento del dolore, alleviamento dello stress emotivo, individuazione di intolleranze alimentari e individuazione degli integratori, lavorare su traumi e cicatrici anche di vecchia data, che sia lavoro sul circuito neurolinfatico, o su un altro circuito sarà il corpo del ricevente con le sue risposte ad indicarci la strada anche se tutto ciò visto da “profano” può sembrare incredibile, che stiamo operando una magia… Potremmo dire che non c’è nulla di magico, per parafrasare il dr. Thie è “il corpo che lavora così, noi facciamo in questa maniera perché è così che esso funziona”, a noi resta il compito di imparare ad applicare le tecniche apprendendo dai nostri riceventi la corretta interpretazione delle risposte, che variano da persona a persona. Ci resta la consapevolezza che ogni volta si crea un rapporto di solidarietà e comprensione con chi ci si rivolge, non tralasciando il piacere di aver aiutato qualcuno a superare un ostacolo.

Kinesiologia Parte III

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Le puntate precedenti: Parte I  e  Parte II

Un singolo muscolo non è isolato dal resto del corpo, ma è connesso ai meridiani ed agli organi corrispondenti, quando il muscolo è tonico ci afferma che in quel momento nel suo meridiano l’energia fluisce e che l’organo a loro relativo funziona bene. Ma se il muscolo è inibito può esserlo per diverse cause, pertanto utilizzeremo diverse tecniche:

  • Origine-inserzione, agisce sul lato strutturale andando a lavorare direttamente sul muscolo.
  • Riequilibrio dei Meridiani, permette di ridistribuire l’energia attraverso il massaggio dei meridiani o mediante l’utilizzo dei punti di digitopressione.
  • Punti neurolinfatici, fanno parte del sistema linfatico, il cui fluido fluisce dalle due estremità verso il cuore, il suo fluire è lento perché il sistema linfatico scompone ed elabora quei materiali che non possono essere fatti passare attraverso il sistema sanguigno. Esso a volte s’intasa; agendo su detti punti possiamo aiutare il corpo a riattivare il meccanismo bloccato o iperattivo, aiutando il sistema linfatico ad espellere le tossine. Essi hanno una relazione diretta con gli organi ed agiscono sul lato chimico nutrizionale; sono specifici per ogni associazione organo/muscolo/meridiano.
  • Riflessi neurovascolari, sono concentrati nella zona del capo e sulla parte anteriore del torace, essi si formano nelle prime settimane di vita del feto e aiutano la sua circolazione fino a quando non si forma il cuore, dopo di che restano come ausilio in caso di controllo circolatorio. Essi agiscono sia sul lato emotivo che su quello strutturale, in relazione ai muscoli funzionano come termostato, quindi in caso di un muscolo troppo “freddo” con una circolazione inadeguata si possono stimolare i suoi neurovascolari per alzare la temperatura del termostato. Quando invece il corpo è sotto stress emotivo, il tocco di questi punti trasmette una stimolazione al sistema nervoso riportando il sangue alla corteccia cerebrale e disattiva la “modalità stress” andando a correggere gli effetti dello squilibrio.
  • Alleviamento dello stress emozionale, questa tecnica agisce principalmente sul lato emozionale, viene utilizzata quando altre tecniche non funzionano, o se viene evidenziato la presenza di stress emotivo.
  • Riequilibrio con gli alimenti, questa tecnica ci viene in aiuto quando tutte le altre tecniche non hanno dato riscontro positivo, ci permette di capire se esiste un alimento che è atto a risolvere il deficit nutrizionale che provoca lo squilibrio. Essa è usata anche per testare integratori, rimedi floriterapici e le intolleranze alimentari.

È importante capire anche se il muscolo che andiamo a riequilibrare è contratto per cause sue (cioè relative al suo “circuito”) o se lo è perché il suo antagonista è inibito, in questo caso dovrà essere riequilibrato il muscolo inibito, in quanto finché esso non sarà tonificato il muscolo che abbiamo riscontrato contratto non potrà che contrarsi nuovamente tendendo a bilanciare il sistema. In fin dei conti, tutte le tecniche del Touch for Health hanno lo stesso scopo, cioè di trovare le aree in difetto d’energia e ripristinare il loro livello, in questo modo anche tutti gli eccessi che possono generarsi su altre aree vengono eliminati, in quanto eliminando i blocchi l’energia viene ridistribuita.

Il test muscolare che utilizziamo per capire eventuali squilibri, è un meccanismo a biofeeback, mediante il quale è il corpo del ricevente a fornire le informazioni sul suo stato, quando troviamo un muscolo scarico dobbiamo capire quale sistema è coinvolto per poter poi agire di conseguenza, per fare ciò procediamo con quella che viene definita Localizzazione del circuito (L.C.), praticamente testiamo il muscolo scarico e tocchiamo (o facciamo toccare) di volta in volta i punti neurolinfatici (NL), i punti neurovascolari (NV), quelli del meridiano etc. appartenenti al circuito di quel muscolo, il primo “interruttore” che carica il muscolo ci indica il circuito da riequilibrare.

Continua…

Kinesiologia Parte II

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Continuiamo a parlare di kinesiologia …   se avete domande, non esitate a chiedere.

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T o u c h   F o r   H e a l t h

Muscoli, movimento, risposte kinesiologiche, riequilibrio

Tutti i movimenti che possiamo effettuare rientrano nelle leve semplici, perché esiste sempre un fulcro, un carico ed una forza.

Ma come avviene il movimento? Siamo talmente abituati a muoverci che non supponiamo minimamente quale perfetto meccanismo esista dietro un singolo movimento, le contrazioni che permettono ad un muscolo di farci piegare il braccio o di digitare lettere su una tastiera partono dal cervello, anzi dal cervello parte un impulso nervoso che attraverso gli assoni lo fa arrivare sul muscolo (il punto in cui l’assone si lega al muscolo prende nome di giunzione neuronale), quest’impulso innesca il rilascio di una sostanza (l’acetilcolina) che si lega a recettori specifici presenti sulla membrana della fibra muscolare. La stimolazione di questi recettori cambia la polarità della cellula che rilascia gli ioni Ca++ (che sono conservati in apposite cisterne del reticolo sarcoplasmatico) i quali vanno a legarsi con la troponina (proteina che costituisce insieme con altre due un tipo di filamento (il sottile) presente nelle cellule muscolari. Ciò fa spostare le molecole di tropomiosina che vanno a scoprire i siti attivi delle molecole d’actina, le quali sono attratte dalle molecole di miosina, molecola che costituisce filamento spesso (il secondo tipo di filamento presente nelle cellule muscolari). Questo legame di tipo attrattivo, ha il risultato di trascinare i filamenti sottili verso il centro della cellula, ciò avviene moltissime volte in un secondo, fino a che è disponibile un’altra sostanza l’adenosintrifosfato (ATP) che, di fatto, è la molecola che fornisce l’energia per la contrazione delle fibre muscolari e quindi dell’intero muscolo. Quando il movimento finisce, il muscolo si rilassa e il meccanismo è invertito e gli ioni Ca++ vengono reimmagazzinati nelle cisterne all’interno delle cellule.

I muscoli proprio per il loro modo di funzionare, registrano le variazioni fisiologiche che avvengono nel nostro corpo, essi sono connessi a tutto il nostro essere continuamente e, anche se a volte non ne siamo consapevoli, vengono influenzati da fattori fisici, chimici ed emozionali.

Quante volte succede di sentirsi tristi o depressi e di incurvare le spalle, richiudendosi su se stessi, non è un movimento che consciamente comandiamo di fare, ma lo facciamo. Quindi ci rendiamo conto che già solo attraverso l’osservazione della postura di una persona, apprendiamo qualcosa di lei e del suo vissuto. Nell’osservare la persona che c’è davanti impariamo a cogliere quei segnali che possono aiutarci a valutare meglio la sua situazione, quindi a scegliere la tipologia di riequilibrio che è più idonea.

Sia i traumi che gli stress emozionali influenzano la nostra postura, in un certo qual modo essi sono interconnessi. Prendiamo ad esempio un trauma fisico, nel momento esatto in cui esso accade il nostro corpo registra tutta una serie di parametri che vanno dalla paura al dolore fisico, ciò può portare come conseguenza a lungo termine ad avere tensioni in quei muscoli che sono stati coinvolti dal trauma, ma anche in muscoli che apparentemente non centrano per nulla. Può succedere che lo stress vissuto influenzi il nostro comportamento ogni qualvolta ci troviamo in situazioni simili, quindi non ci premette di vivere serenamente. Non solo, ma si possono avere ripercussioni anche sugli equilibri nutrizionali, (difficoltà digestive, d’assorbimento etc.) e viceversa.

In effetti, una persona costituisce un sistema composto da muscoli, organi, meridiani, mente ed emozioni, se il sistema è in equilibrio siamo in salute, non abbiamo problemi piccoli o grandi che siano, questo fintanto che l’equilibrio non viene perturbato provocando uno squilibrio. Nel momento in cui rileviamo lo squilibrio abbiamo la possibilità di capire in quale settore è avvenuto, ed agendo su determinati punti od operando mediante certe tecniche possiamo effettuare il riequilibrio interno della persona.

Prima parte                                                                                                                    Parte III