Amica

Per tante persone il passaggio dal vecchio al nuovo anno diventa tempo di bilanci.

In questo momento della mia vita, non ho voglia di fare bilanci, so che nel futuro più o meno immediato ci saranno novità, ma non riesco ancora a pensarci in pienezza.

Il 2015 si è chiuso con una perdita affettiva, e col dolore di vedere un essere soffrire senza poter fare nulla, non riesco a smettere di guardare l’uscio del balcone aspettando che lei si spiaccichi sul vetro come un lemure, alzandosi sulle zampe di dietro e miagolando a gran voce.

Cerco con la coda dell’occhio la mia silenziosa compagna con gli artigli, impudente e dolce come solo i gatti sanno essere.

 

Guardiano fedele,
protettore della casa,
su cui veglio tutta la notte,
io purgherò
i nascondigli ciechi
dell’oscurità della notte
senza perdere nei meandri bui
l’acutezza del mio sguardo.

(Inno al gatto di sant’Adelmo)

 

Annunci

Passeggiate autunnali

Ieri è stata una bellissima giornata, primo perché ci siam rivisti con due belle persone di cui godiamo l’amicizia, e secondo perché c’era il sole … beh! a dir la verità si è alzato tardi, ma almeno ci ha regalato bei momenti mentre giravamo per villa Pisani a Stra.

Peccato il labirinto fosse chiuso, anche se piccolo ci saremmo divertiti ugualmente a percorrerlo, da quel poco che riesco a vedere dovrebbe rifarsi a quello Cretese, ma potrò constatare di persona solo a primavera quando sarà di nuovo fruibile per i visitatori.

DSCN1465

Nell’aria tiepida e baciati dal sole abbiamo fugato il freddo che imperava nelle stanze dove ormai aleggiano solo i ricordi dell’illustre passato, dalla zona delle serre dove vegetano gli agrumi, si arriva costeggendo la grande vasca ad una zona più alberata e selvaggia, dove spaventato dai nostri passi fruscianti sulle foglie secche, abbiamo intravisto uno scoiattolo scappare

DSCN1487

Il contatto con la natura, benché non sia selvaggia e completamente libera è sempre corroborante. Al di là delle foto, resta nel cuore la sensazione di serenità di una giornata lenta e gioiosa, ad allietare il grigiore che invece c’è oggi.

Verso il 31 dicembre tra tirocinio, tesina e lezioni

La condizione di “casalinga” pensavo potesse riuscire a farmi gestire meglio il mio tempo e le cose che amo fare, ma mi rendo conto che il tempo mi sfugge come sabbia tra le dita, e che di cose da fare c’è ne sono tante. Fortunatamente devo dar di conto solo a me.
La scuola di Naturopatia va avanti e scopro sempre più cose che si incastrano le une nelle altre, proprio come i pezzi di un puzzle, pian piano cominciamo a formare un immagine, ovvio non è ancora compiuta, ma è una soddisfazione mettere in relazione le conoscenze che avevo con quelle che sto ancora apprendendo.

Prima della fine dell’anno ho da fare una tesina e prepararmi per lo svolgimento del tirocinio di kinesiologia, devo riuscire a concentrarmi e quindi adesso mi sono concessa il tempo per riaggiornare il blog, e voglio raccontarvi della lezione di ieri, le protagoniste erano le piante utili per i disturbi dell’apparato respiratorio e per me, il cui primo amore è stata la chimica, rituffarmi nei terpeni, flavonoidi, tannini, fenoli, mucillagini, è stato un bagno rigenerativo. Il relatore ha un difetto però, parla a voce troppo bassa. Comunque sono sempre più convinta che la prevenzione sia fondamentale, ma anche quando non riusciamo le nostre amiche piante possono darci una mano, magari coadiuvando i farmaci o limitando qualche loro danno.

Le forme dei rimedi fitoterapici son sempre quelle (e daltronde perché inventarsi cose nuove se queste funzionano bene!) gemmoderivati, infusi e decotti, estratti secchi, oli essenziali. Madre Natura non ci fa mancare nulla, ma ovviamente bisogna sapere quando, come e quanto usarne, senza abusarne perché come per i farmaci l’abuso di certe sostanze può provocare problemi.

L’impressione che mi ha lasciato la giornata di ieri è positiva e sfruttando questo stato di grazia, chiudo il post e mi metto all’opera.

SalviaPratensis9 RosaCanina861 Malva9 Fumaria2

è arrivato l’autunno

Il tempo vola e quasi in sordina il 23 settembre è arrivato anche l’equinozio autunnale, e già si avverte nell’aria qualcosa di diverso, un sentore frizzantino al primo mattino e nelle ore più calde un piacevolissimo tepore … questo quando non piove, sia chiaro. Il corpo incomincia a richiedere la conservazione del calore, e quindi ricompaiono calzini e maglie a maniche lunghe in cotone, anche nel cibo c’è voglia di alimenti più calorici, ma bisogna comunque non strafare se non vogliamo accumulare rotolini di ciccia, inoltre l’orto continua a produrre melanzane e peperoni, gli ultimi pomodori, e finalmente si comincia la raccolta di coste.

Quest’anno abbiamo messo a dimora quelle colorate, che son belle anche da vedere. Proprio poco fa ho terminato di sbollentarle, unendo quelle del mio orticello e quelle donate ieri da un’amica. Ci sono tanti modi di prepararle, possono andare nelle zuppe, oppure finire nel ripieno di una torta salata, condite in semplicità con aglio, sale ed olio, oppure stufate.

Stufato di coste, funghi e lenticchie

Stufato di coste, funghi e lenticchie

Per quanto mi riguarda le adoro in quest’ultima maniera, stufate con lenticchie e funghi, piatto tipicamente autunnale, che servito fumante è un piacere per le papille gustative. Per oggi però ho previsto un risotto, utilizzando il brodo in cui ieri ho cotto il seitan, pensavo di utilizzare la zucca, ma vista l’ora penso che ripiegherò proprio sulle coste, perché la filosofia del passo lento comprende anche adattarsi a ciò che ti si prospetta, evitando di sprecare energia fisica e mentale. 🙂

In bicicletta …

Gli ultimi temporali hanno fatto sì che le temperature si siano ridimensionate, e questo va a vantaggio dei lavori in giardino, della preparazione di pani e dolci al forno, e non ultimo di escursioni in bicicletta. Ho la fortuna di abitare in un luogo dove ci sono tante piste ciclabili, in particolare, domenica scorsa abbiamo percorso un pezzo dell’anello dei colli Euganei,

in particolare dall’Abbazia di Praglia

a Villa Draghi,

Tra andata e ritorno, pedalando senza fretta abbiamo impiegato circa 4 ore. Ovviamente il pranzo era a sacco, anzi nella borsa della bici. Il percorso è facile e ha un dislivello minimo, con un passo più veloce si riesce a fare anche in meno tempo, ma a noi piace procedere piano e fermarci ad osservare le bellezze della natura.

Seguendo i cartelli con su scritto E2, l’orientamento è semplice. Buona pedalata

N.B. le foto sono prese dal web.