Verso il 31 dicembre tra tirocinio, tesina e lezioni

La condizione di “casalinga” pensavo potesse riuscire a farmi gestire meglio il mio tempo e le cose che amo fare, ma mi rendo conto che il tempo mi sfugge come sabbia tra le dita, e che di cose da fare c’è ne sono tante. Fortunatamente devo dar di conto solo a me.
La scuola di Naturopatia va avanti e scopro sempre più cose che si incastrano le une nelle altre, proprio come i pezzi di un puzzle, pian piano cominciamo a formare un immagine, ovvio non è ancora compiuta, ma è una soddisfazione mettere in relazione le conoscenze che avevo con quelle che sto ancora apprendendo.

Prima della fine dell’anno ho da fare una tesina e prepararmi per lo svolgimento del tirocinio di kinesiologia, devo riuscire a concentrarmi e quindi adesso mi sono concessa il tempo per riaggiornare il blog, e voglio raccontarvi della lezione di ieri, le protagoniste erano le piante utili per i disturbi dell’apparato respiratorio e per me, il cui primo amore è stata la chimica, rituffarmi nei terpeni, flavonoidi, tannini, fenoli, mucillagini, è stato un bagno rigenerativo. Il relatore ha un difetto però, parla a voce troppo bassa. Comunque sono sempre più convinta che la prevenzione sia fondamentale, ma anche quando non riusciamo le nostre amiche piante possono darci una mano, magari coadiuvando i farmaci o limitando qualche loro danno.

Le forme dei rimedi fitoterapici son sempre quelle (e daltronde perché inventarsi cose nuove se queste funzionano bene!) gemmoderivati, infusi e decotti, estratti secchi, oli essenziali. Madre Natura non ci fa mancare nulla, ma ovviamente bisogna sapere quando, come e quanto usarne, senza abusarne perché come per i farmaci l’abuso di certe sostanze può provocare problemi.

L’impressione che mi ha lasciato la giornata di ieri è positiva e sfruttando questo stato di grazia, chiudo il post e mi metto all’opera.

SalviaPratensis9 RosaCanina861 Malva9 Fumaria2

Basilico – Ocymum basilicum – Linneo

Il basilico è originario dell’India, il suo nome deriva dal greco basileus che significa re. Esso è coltivato nel bacino del mediterraneo da migliaia di anni. È una pianta erbacea annuale, che può raggiungere un’altezza di oltre mezzo metro. Tutta la pianta è aromatica anche se in cucina utilizziamo principalmente le sue foglie, che siano pestate, aggiunte a sughi o alle insalate, meglio usarlo crudo o aggiungerlo ai piatti a fine cottura. Le foglie possono essere consumate fresche, secche (possono sostituire il pepe) ma si possono conservare anche sott’olio, ottenendo così anche un olio aromatizzato.

Il suo uso non si limita alla cucina, infatti questa pianta (come molte labiate) riesce a tenere lontani gli insetti quindi possiamo metterne dei vasi vicino alle finestre. È uno stimolante del sistema nervoso, ha proprietà digestive, carminative (*), antisettiche ed espettoranti, infatti nella medicina ayurvedica si utilizza per curare la malattie respiratorie. L’olio essenziale racchiude in se tutte le proprietà della pianta, e quindi lo possiamo usare (opportunamente diluito) per aiutare la digestione, combattere l’aerofagia, riattivare la circolazione e trattare dolori reumatici e muscolari.

Si possono anche fare dei suffumigi in caso di tosse e catarro: in una bacinella di acqua bollente versare 8 gocce di olio essenziale ed aspirarne i vapori curando di coprire il capo.

Non è necessario avere un orto per gustarci la freschezza delle foglie di basilico, basta una piantina sul davanzale della finestra, a cui non faremo mancare l’acqua ed il sole e lei ci ricompenserà con tante foglie profumate che arricchiranno le nostre insalate ed i nostri sughi, inoltre con il suo aroma contribuirà a tenere lontane le zanzare.

(*) si dice carminativo un medicamento, cui si attribuisce la capacità di promuovere l’espulsione di gas presenti nel tratto gastro-intestinale e di calmare i dolori da questi provocati.

Parassitosi intestinale

Quando si parla di parassiti intestinali, molti storcono la bocca, purtroppo nella nostra società ci sono molti tabù,  e quest’argomento  lo è a pieno titolo, invece è importantissimo, come d’altro canto è importante il benessere intestinale in genere. Diciamo pure che un intestino sano non dovrebbe essere infestato da parassiti ma purtroppo il problema viene bypassato con nonchalance.

Qui non si vuole dare una cura per le parassitosi, se temete di esserne affetti meglio rivolgersi al vostro medico di fiducia, ma nel frattempo si possono mettere in pratica alcuni semplici consigli, ricorrendo ad alimenti e spezie che aiutano ad eliminarli: aglio crudo, cipolla cruda, cavolo crudo (meglio il succo), semi di zucca, semi  di sesamo, chiodi di garofano, limone, menta, santoreggia, timo, origano, curcuma, anice, (in virtù dei loro oli essenziali) … Penso ci sia abbastanza materiale per poter incominciare a variare la nostra alimentazione, che d’altronde è auspicabile per la nostra salute in generale e non solo per l’argomento in questione.

Il problema dei parassiti intestinali, d’altronde, non è stato sconosciuto nei secoli addietro, che in casi conclamati procedevano con decotto d’aglio, infuso di dragoncello, ed altre “misture”  da utilizzare per un periodo abbastanza lungo (da 21 giorni a 3-4 mesi) e questo perchè i nostri ospiti, hanno un ciclo vitale tale che non permette di eliminare simultaneamente tutte le forme in cui si trovano (uova, larve ed adulti sessualmente maturi) quindi se noi eliminiamo gli adulti e le larve, le uova avranno tutto il tempo di schiudersi e reinfestarci.  Di seguito riporto alcuni rimedi naturali che fanno capo alla nostra cultura contadina, e non solo:

“Ad uccidere i vermi non è lenta , del ventre e dello stomaco, la menta”  Scuola Salernitana

Decotto d’aglio: tritare 5 spicchi e farli bollire in 250 grammi di latte, lasciar intiepidire e berne almeno 1 tazza prima di coricarsi. 

Infuso di zucca ed arancio: mischiare 25 grammi di semi di zucca sbucciati e tritati, ad 1 cucchiaio di miele, aggiungere un infuso a base di arancio. Berne 1 tazza al mattino a digiuno. Dopo 2 ore prendere dell’olio di ricino.

(Il grande libro della salute con metodi naturali –  Autori: Baroncini, Di Montegranaro, Casati)

Cavolo, Brassica oleracea, Crucifere: da 1/2 a 1 bicchiere di succo di cavolo (per i bambini 20-30 grammi), 3 mattine di seguito, iniziando con la luna calante, si ripeterà la cura ogni mese per 3-4 mesi.

Semi di zucca: pestare 30-40 g di semi. Mischiarli ad un po’ di miele e consumare in 3 volte, ogni 1/2 ora. 1 ora dopo prendere una tisana purgativa. Per i bambini ridurre la dose (circa 10 g di semi) ed usare il purgante solo dopo 4-5 giorni.

(Cura delle malattie con Ortaggi, Frutta e Cereali – Autore: Jean Valnet)

Come dicevo gli esempi su riportati (che sono volutamente incompleti!) non costituiscono prescrizioni di alcun genere, ma stanno a testimoniare la lunga coesistenza di uomo e parassiti. Comunque esistono in commercio sia medicinali prescrivibili che rimedi naturali. Se ad essere affetto è un bambino, l’unico prodotto naturale innocuo sono i semi e l’olio di zucca, che possono essere usati nell’alimentazione.

Importante, in caso di parassitosi, non solo eliminare gli adulti, ma anche le uova, che le femmine depongono nell’orifizio anale (e che causano spesso prurito) durante la notte (ciò per permetterne la diffusione nell’ambiente) quindi è bene osservare delle comuni quanto salutari norme igieniche come cambiare la biancheria intima al mattino; lavare lenzuola e intimo a temperature superiori a 60° C, aggiungendo mezzo cucchiaino di estratto di semi di pompelmo liquido (GSE Gocce) al normale detersivo (o in alternativa tea tree oil); lavare accuratamente le mani e le unghie con acqua calda e sapone.

(http://omeopata-d.blogautore.repubblica.it/2013/04/16/come-combattere-gli-ossiuri-o-vermi-dei-bambini-con-lomeopatia/)

(http://www.procaduceo.org/it_schede/parassiti.htm

http://www.greenme.it/vivere/salute-e-benessere/5786-rimedi-naturali-parassiti-intestinali

Il giovedì del libro di cucina: Erbe buone per la salute

Giovedì è ritornato e così il libro che suggerisco parla di erbe e dei loro usi, non solo culinari. Un libro completo, riporta anche piante minori, benché si dia ampio spazio a quelle più conosciute, descrizione, usi medici e non ultime ricette. Belle foto e approfondimenti su alcuni “prodotti” particolari, poi un prontuario dei sintomi e malanni, comprensivo dei rimedi da utilizzare e consigli vari.

Ho attinto molte ricette da questo libro, sempre con successo. C’è ne per tutti i gusti, semplici e complesse; vegetariane e onnivore. L’edizione che ho io e una delle prime, la foto cui faccio riferimento è di un’edizione successiva e anche l’impaginazione del libro potrebbe essere diversa, ma credo che i contenuti siano rimasti grossomodo gli stessi.

Volete partecipare? è facile: potete scrivere un articolo sul vostro blog o lasciare un commento nel post  dedicato di questa settimana. I volumi possono essere anche onnivori, basta indicare chiaramente se si tratta di ricette vegan, vegetariane, raw, onnivore.. Vanno benissimo anche opere su storia della cucina, della nutrizione, tradizioni et similia.  Se l’idea vi piace, diffondetela. Sentitevi liberi di raccontare la vostra esperienza mediante aneddoti, foto, citazioni,..liberi e creativi!