5 Maggio 2018

Con la primavera, ed il caldo del mese di Aprile, le erbe del mio campo sono cresciute in maniera esuberante. Tarassaco, Piantagine, Lamio rosso e la mia amata Ortica, avendo ormai un po’ di dimestichezza e soprattutto lo spazio per potrlo fare, mi sono decisa a procedere con l’essiccazione, cominciando proprio dall’Ortica dioica.

Si chiama dioica perché presenta i fiori femminili su una esemplare e quelli maschili su di un’altra. Sapevo che questa pianta aveva tante virtù ed impieghi, ma nello svolgimento della tesi ho scoperto tante cose interessanti; ad esempio la radice viene utilizzata (con studi clinici, eh! e con tanto di relazioni su PubMed) per l’iperplasia prostatica benigna, in parole povere per alleviare i fastidi dell’ingrossamento della prostata, agendo non solo come diuretico ma anche come antinfiammatorio.
L’Ortica ha proprietà diuretiche, depurative del sangue e poi contiene tantissimo ferro, e viene utilizzata perciò in casi di anemia sia sotto forma di medicamento, ma anche come tisana e alimento. D’altro canto nella nostra tradizione contadina non mancano tortelli, frittate, risotti ed altre pietanze in cui essa viene impiegata.

Il suo utilizzo è articolato e molteplice, va dall’alimentazione umana ed animale, alla fitoregolazione di azoto e ferro, che viene reso disponibile per le altre piante, se non l’avessi nell’orto dovrei seminarla, perché è un vero toccasana.

L’altra pianta che ho essiccato per utilizzarla nel periodo invernale, è il Lamio rosso che ho raccolto vicino all’Ortica, perché le piante che le crescono vicino, sono molto più grandi e belle di quelle che crescono in mezzo al campo.

 

Essa fa parte della famiglia delle Lamiacee (nota per Basilico, Rosmarino, Lavanda ed altre) contiene mucillagini, tannino, potassio e nella medicina popolare veniva usata come depurativa, vulneraria e diuretica, fresca può essere utilizzata insieme alle altre “erbacce” a scopo alimurgico, che può essere un buon modo per variare la dieta.

In tutti i casi questo è il risultato di quando mi ha concesso Madre Terra

e poichè ho tutte le intenzioni di usufruirne anche in futuro, mi sono ben guardata dal non raccogliere tutte le piante, che comunque ho tagliato alla base, e già a distanza di 10 giorni le mie amiche erbe stanno ricrescendo belle pimpanti.

… e siamo a metà Febbraio

Caspita, sembra ieri che è cominciato l’anno nuovo! Ho l’impressione che il tempo fugga via come sabbia asciutta tra le mani, però l’importante è che si riesca a fare quanto ci siamo prefissato. Non mi è mai piaciuto fare le cose di fretta, e anche se a volte mi sembra di andare a rilento, non voglio farmi prendere dalla smania di fare tutto e subito, in quel modo non combinerei nulla.

Così tiro la somma di quanto fatto nelle ultime settimane, approfittando della Luna calante ho piantato in serra fredda(*) i bulbilli di aglio, potato il ciliegio che era messo male, e fatto un trattamento con argilla, propoli ed oli essenziali, avrei voluto fare la pasta per tronchi ma l’argilla che avevo in casa era poca, così ho realizzato qualcosa di più liquido che ho applicato con un grosso pennello. Poi abbiamo fatto pulizia in zone dove c’erano arbusti e piante secche, in tutto questo ci va messo anche il tempo per tagliare la legna ricavata dalla potatura, e lo sminuzzamento dei rami più sottili. E c’è ancora tanto da fare.

Poi ho rivisto con piacere un’amica che mi ha fatto anche un trattamento shiatzu, ogni tanto ci vuole un po’ d’attenzione per se stessi, due ore e mezza sono volate tra una chiacchiera ed un’infuso. Questi incontri servono a ricaricare le batterie, a confrontarsi e imparare a guardare da un’altra prospettiva. L’unico rimpianto è che adesso non abitiamo più vicine e quindi le occasioni diventano più rare, e più preziose.

Ieri pioveva, oggi sta uscendo il sole. Questo mese di Febbraio mi sembra Marzo, le colline qua intorno sono coperte di neve, il freddo c’è, ma siamo in inverno sarebbe anomalo non ci fosse, io però anelo al caldo della primavera, anche se nel campo ci sono già tanti piccoli fiori che occhieggiano, e mi segnalano che quel microbioma è ricco di sostanze nutritive e ben arieggiato, oppure che il terreno è troppo compatto e sassoso, come sto imparando dall’inserto di “vita in campagna” che è dedicato alla “malerbe” termine che non condivido, perché oltre al fatto che molte hanno un impiego alimurgico, sono belle da vedere, e in giusta misura vanno ad aiutare le piante che deciderò di coltivare nell’orto. Ecco questa è una nota dolente, non ho ancora preparato i bancali. Spero di riuscire a farlo a breve.

(*) sempre in casa, ma in zona non riscaldata