Biscotti alla zucca

Quando mi vien voglia di biscotti è difficile trovare qualcosa di già pronto che mi soddisfi, al di là della qualità degli ingredienti che vengono usati, non incontrano i miei gusti perché quelli son troppo dolci, questi son troppo grassi, questi altri sono farciti con una crema di dubbia provenienza, quelli altri sembrano fatti col cartone, e allora visto che la manine le ho e che mi è sempre piaciuto cucinare, me li preparo.
I biscotti alla zucca, non sono solo buoni in quanto biscotti, ma contengono anche la fibra che normalmente nei dolci c’è ne poca. La ricetta è semplice:

Ingredienti:
160 g di farina grano tenero (tipo 2)
160 g di zucca già cotta
80 g di zucchero
4 cucchiai di olio evo
50 g di mandorle tritate
1 pizzico di sale
1 cucchiaino di cremor tartaro
acqua q.b.
Pulire e tritare le mandorle. Tagliare la zucca e cuocerla a 180 °C in forno, dopo 20-30 minuti schiacciarla per bene. Mescolare tutti gli ingredienti, ottenendo un impasto omogeneo. Stenderlo in uno spessore di 3-4 mm, con uno stampino ottenere i biscotti che si riporranno su una piastra ricoperta da carta da forno. Cuocerli a 180 °C per 15 minuti. Lasciar raffreddare prima di gustare.
Variante:
Lo zucchero si può diminuire anche di 1/4, la zucca è già di persè dolce. Si può unire spezie a piacere. Per averli più croccanti aumentare la temperatura di cottura.
Per quanto mi riguarda, come spezie,  utilizzo un mix fatto con cannella, chiodi di garofano, pepe nero, semi di finocchio e anice stellato. Il profumo che invade la casa è una coccola già da solo.
Se riuscite, utilizzate farine macinate da un mulino, evitando quelle preconfezionate e raffinate, questo tipo di biscotto è rustico e son sicura venga bene anche con farina integrale.
Inutile dire che la zucca può essere cotta in anticipo, magari ne cuocete in abbondanza e la utilizzate anche per una zuppa, una vellutata o per preparare dei ravioli.
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Il giovedì del libro di cucina: Succhi, frappè e frullati

Strano il fatto che meno si lavora più si ha da fare, purtroppo son passate 3 settimane dal mio ultimo contributo al

L’ iniziativa di  Annalisa (Passato fra le mani)  e ritorno con un librettino che fa parte di una collana di cui ho anche altri due libri. Più che un libro di cucina è un libro di bevute, ma tutte a base di frutta e verdure, è un libro con ricette onnivore, ma chi vuole evitare i prodotti cruelty, sa come fare.

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Lo comprai anni fa (adesso praticamente non compro più libri, mi servo della biblioteca comunale) perché l’idea di accogliere gli ospiti con qualcosa di bello (sono tutti colorati) e buono (dal punto di vista salutistico/calorico) mi allettava, e la cosa carina è proprio che per ogni ricetta proposta viene riportato il valore nutrizionale per bicchiere.

Anche da questo libretto, ho attinto a piene mani, a volte modificando per mancanza di ingredienti e sempre più spesso sostituendoli con quelli vegetali, è comodo anche solo per prendere l’ispirazione e poi recitare a soggetto, unico problema è che spesso per realizzare certe ricette serve qualche attrezzo in più rispetto al comune frullatore. Però anche così dissetarsi con un colorato succo a base di ingredienti freschi, fa bene al corpo ed alla mente, provare per credere!

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Partecipare è facile: potete scrivere un articolo sul vostro blog o lasciare un commento nel post  dedicato di questa settimana. I volumi possono essere anche onnivori, basta indicare chiaramente se si tratta di ricette vegan, vegetariane, raw, onnivore.. Vanno benissimo anche opere su storia della cucina, della nutrizione, tradizioni et similia.  Se l’idea vi piace, diffondetela. Sentitevi liberi di raccontare la vostra esperienza mediante aneddoti, foto, citazioni,..liberi e creativi!

Il giovedì del libro di cucina: Erbe buone per la salute

Giovedì è ritornato e così il libro che suggerisco parla di erbe e dei loro usi, non solo culinari. Un libro completo, riporta anche piante minori, benché si dia ampio spazio a quelle più conosciute, descrizione, usi medici e non ultime ricette. Belle foto e approfondimenti su alcuni “prodotti” particolari, poi un prontuario dei sintomi e malanni, comprensivo dei rimedi da utilizzare e consigli vari.

Ho attinto molte ricette da questo libro, sempre con successo. C’è ne per tutti i gusti, semplici e complesse; vegetariane e onnivore. L’edizione che ho io e una delle prime, la foto cui faccio riferimento è di un’edizione successiva e anche l’impaginazione del libro potrebbe essere diversa, ma credo che i contenuti siano rimasti grossomodo gli stessi.

Volete partecipare? è facile: potete scrivere un articolo sul vostro blog o lasciare un commento nel post  dedicato di questa settimana. I volumi possono essere anche onnivori, basta indicare chiaramente se si tratta di ricette vegan, vegetariane, raw, onnivore.. Vanno benissimo anche opere su storia della cucina, della nutrizione, tradizioni et similia.  Se l’idea vi piace, diffondetela. Sentitevi liberi di raccontare la vostra esperienza mediante aneddoti, foto, citazioni,..liberi e creativi!

Il giovedì del libro di cucina: Perché essere quasi vegetariani

Una bella iniziativa della poliedrica Annalisa di Passato fra le mani, è questa di dedicare il giovedì al suggerimento di un libro di cucina, con l’intento di chiacchierare intorno alla cucina, alla nutrizione e alla produzione del cibo.

Partecipare è facile: potete scrivere un articolo sul vostro blog o lasciare un commento nel post  dedicato di questa settimana. I volumi possono essere anche onnivori, basta indicare chiaramente se si tratta di ricette vegan, vegetariane, raw, onnivore.. Vanno benissimo anche opere su storia della cucina, della nutrizione, tradizioni et similia.  Se l’idea vi piace, diffondetela. Sentitevi liberi di raccontare la vostra esperienza mediante aneddoti, foto, citazioni,..liberi e creativi!

Nella mia biblioteca casalinga ne ho tanti di libri e non vi dico quanti di cucina, cucinare mi ha sempre affascinato e stuzzicato la mia curiosità verso cose diverse dal retaggio culinario familiare. La curiosità e la voglia di provare sapori nuovi è per me fondamentale, non potrei mai fossilizzarmi su determinati tipi di cibo, e magari cucinati sempre allo stesso modo… solo l’idea mi fa accapponare la pelle. Ma bando alle ciance, il libro che suggerisco (e che ho usato spessissimo da che lo comprai oltre 1 decennio fa) è:

Ricco di ricette ispirate alla nostra tradizione mediterranea, ma in esso si parla anche d’altro:

Altri motivi, non meno importanti, riguardano il benessere dell’uomo e la tutela dell’ambiente. Le cattive abitudini alimentari sono diventate, nei Paesi industrializzati, un fattore di rischio per la salute, causa di sovrappeso e di varie patologie.

La richiesta crescente di carne, uova e latticini ha incentivato gli allevamenti intensivi, dove agli animali sono somministrati sostanze ormonali e antibiotici che finiscono nei nostri piatti, la necessità di nutrire il bestiame costringe a sottrarre parte delle coltivazioni di cereali e leguminose al consumo diretto umano e a sfruttare quote sempre maggiori di terra e di acqua, impoverendo il pianeta delle sue risorse naturali e contribuendo all’inquinamento generale con l’uso di concimi chimici e pesticidi.

Per mettere fine a questa tendenza, o almeno per tentare di contenerla, non c’è che una soluzione: rendere sostenibile il modo di produrre e consumare gli alimenti, diventare consapevoli che il tipo di nutrizione adottato incide fortemente non solo sulla salute e sulla qualità della vita ma anche sull’ambiente e su tutti gli esseri viventi, umani e non.

Praticamente è stato il mio primo passo verso un’alimentazione migliore per la salute mia e del pianeta, e senza nulla togliere al gusto.